Una serata all’insegna del gusto e dei prodotti a chilometro zero rivisitati in chiave mediterranea da Gabriele Martinelli, chef del ristorante gourmet vista mare Poniente al Marina d’Arechi Port Village di Salerno.
Le stelle a osservare i presenti e l’occhio attento dello staff di cucina al completo nel proporre tante piccole stelle nei piatti, magari dai colori verde e rosso come la filosofia stessa del locale incardinata sulle diverse espressioni dei vegetali. In primis il pomodoro, ma anche la melanzana e tutte le contaminazioni fusion che provengono dall’oriente dove spezie ed erbe aromatiche diventano protagoniste a tavola. Una proposta gastronomica ricca di sapore, delicata e convincente sin dalla parte cromatica, che non stanca l’appetito di chi giunge qui per una cena romantica o un momento di convivialità con i propri affetti.
Si parte dai piccoli morsi, quattro proposte servite in un unico tempo come la mini tartelletta con tartare di tonno, pesca e pomodorini o lo gnocco fritto ripieno al formaggio, per concludere poi con melanzana sott’olio, miso di melanzane, maio aromatizzata e buccia di melanzane attosto e il “chi cerca trova”, uno scrigno di gusci marini che nasconde una cozza fritta con nero di seppia, ripiena con maionese alle alici. Tra gli antipasti la firma storica di Martinelli, “Il Pomodoro” in 3 tempi: pelato, marinato con glutammato ed essiccato in forno farcito con miso al pomodoro e olio al basilico. Bruschetta con pomodoro arrosto tartare di fragole e semi tostati di sesamo su pane orzo. Cinque pomodori differenti in insalata con ristretto di pomodoro: ciliegino, datterini verde e gialli, piccadilly, fiori e germogli. Infine, prima del dessert, lo spaghetto Vicidomini cotto in estratto di pomodori all’insalata, servito con il suo miso, olio al basilico, uova di aringa e carpaccio di pomodoro cuore di bue. E poi il trancio di ombrina cotta in crosta di sale, alghe e agrumi con verdure di stagione, salsa di pesce affumicato, zafferano e sconcigli.
In mezzo gli originali lievitati home made, come i grissini torinesi al pomodoro, la pagnotta multicereale con vari tipi di seme, le chiacchiere salate al rosmarino e la ferratella abruzzese salata. Dolce finale con “Non è colazione”, un plumcake d’orzo servito con gelato al mascarpone e mousse di caffè. L’abbinamento vini è stato selezionato dal direttore di sala Giovanni Cucco, da una carta di oltre 100 referenze e prevedeva il Valdobbiadene Prosecco Foss Marai, il Fiano Salento IGP “Illuminato” di Giustini e il Lacryma Christi del Vesuvio Doc “Munazei Bianco” da uve Caprettone in purezza di Casa Setaro.
Mirko Notaro e il concept La Terrazza e Poniente
Quinta generazione di ristoratori, erede di una dinastia storica dove Mirko ha mosso i primi passi a contatto con un pubblico estremamente eterogeneo; infine i corsi di perfezionamento e gli stage a Milano alla corte dello chef pluristellato Giancarlo Morelli, prima del ritorno alle origini con un progetto fresco e innovativo della ristorazione a pochi passi da Posillipo a Napoli, con il supporto del fratello Andrea. Il successo e la sana voglia di crescere un passo dopo l’altro lo hanno condotto nella nuova realtà di Marina D’Arechi – Salerno Port Village per cimentarsi in una sfida ambiziosa: portare le proprie esperienze e contaminazioni tra la gastronomia partenopea e quella internazionale di impronta spagnola.
L’essenza stessa dello sguardo ad occidente tanto ricercato anche nel nome del suo ristorante Poniente. Due proposte diversificate: La Terrazza Lounge, con piccole tapas ed eleganti entrée da materie prime a chilometro zero, accompagnate da una drink list contemporanea suddivisa tra signature’s cocktail, grandi classici e analcolici curata dai talentuosi bartender. Divanetti e comode sedute per godere al meglio la magia del tramonto, con la vista puntata dritto sulla baia di Salerno carica dei colori tipici della tradizione marinara. E poi il gourmet Poniente, il vento da Ovest che stravolge l’idea stessa di cucina fusion-mediterranea grazie al resident chef Gabriele Martinelli.
Lo chef Gabriele Martinelli
Neppure quarantenne vanta già un curriculum di tutto rispetto, con esperienze lavorative in Francia e in Italia, compreso chef Morelli a Milano. E poi l’aria di casa, respirata anche tra i fornelli di uno dei “guru stellati” tra gli chef campani come Francesco Sposito. Da ognuno di essi Martinelli ha appreso il rispetto per gli ingredienti, da lavorare senza stravolgerne il sapore. O la reinterpretazione di alcuni classici come lo spaghetto al pomodoro, grazie alle abilità nelle preparazioni orientali a base di miso e la rivisitazione del carciofo arrostito. Stagionalità, visione sul futuro, amore per le ricette sia di terra che di mare, per i lievitati e i dessert finali creati con originalità e cultura del territorio.